I Primi passi negli Stati Uniti

Tutto sommato non è stato difficilissimo trovare un lavoro e ottenere un visto. Si, è costato del tempo, del denaro, ma la soddisfazione è tanta e prevale su ogni cosa. Non ci resta che iniziare con la nostra nuova vita, quindi fare tutti i documenti necessari, trovare casa e, perchè no, comprarci una bella automobile (che ovviamente sarà un grosso SUV almeno 6mila di cilindrata, considerando gli standard americani).

In realtà arrivati a questo punto la casa avremmo già dovuto trovarla (anche se temporanea). Nel mio caso l’avevo già e l’indirizzo della mia futura residenza è stato comunicato in fase di richiesta del visto. Poniamo però il caso che in questo momento ci troviamo in un residence “temporaneo” e che, dopo aver richiesto i primi documenti, cercheremo un bell’appartamento in midtown, magari al 40esimo piano di un famoso grattacielo.
La prima cosa da fare, quindi, è richiedere il Social Security Number (SSN). Questo utilissimo numero (che viene dato nel formato XXX-XX-XXXX, il quale, sembra quasi un numero di cellulare) si potrebbe dire che corrisponda al nostro codice fiscale, anche se non è esattamente così. La differenza sostanziale è che il numero è riservato e non c’è alcuna possbilità di risalire all’SSN di un’altra persona, a meno di non rubargli la card sulla quale è scritto. Questo codice permette ad un qualsiasi ente (dal dipartimento dei trasporti alla compagnia telefonica) di risalire ai nostri dati personali e sapere, quindi, che si può fidare di noi. Ad esempio, abbonandosi ad una compagnia telefonica, senza l’SSN ci verrà richiesta una cauzione (che va dai 50 ai 200 dollari, secondo la mia esperienza), mentre in caso contrario non ci verrà richiesto nessun dollaro (almeno fino alla prima bolletta!).

House

L’unico caso in cui si può fare a meno dell’SSN è quando si affitta una casa, ma, anche qui, dipende sempre dai casi; ci sono infatti alcune agenzie che lo richiedono obbligatoriamente, altre no. Noi però l’SSN lo faremo, perchè è un obbligo dal momento in cui residiamo negli Stati Uniti. Si aspetta quindi un mesetto circa dalla data di entrata negli USA, si va all’ufficio dedicato di zona e si fa richiesta. Il tempo di ottenimento non è alto; nel mio caso è stato di una decina di giorni lavorativi, ma lo stesso potrebbe protrarsi anche fino a 3 mesi (in rari casi).
Noi però siamo fortunati, ed ecco che dopo pochi giorni il postino ci consegna la busta contenente il nostro SSN all’hotel in cui risiediamo temporaneamente (la casa la cercheremo più avanti). Questo importante numero, che consiglio di imparare a memoria (cosa che io, devo ancora fare), ci apre quindi le porte a praticamente tutti i servizi; possiamo aprire il conto in banca, affittare o comprare casa e fare tutti gli allacciamenti necessari, prendere la patente, fare dei finanziamenti etc.
Andiamo però con ordine; siccome i ladri esistono dappertutto e i soldi sotto il materasso non sono una buona idea, è consigliato aprire un conto in banca. Operazione facile e non tanto lunga, al pari dell’Italia (con la differenza che il conto corrente, qui, costa meno); depositiamo quindi i nostri dollari che gelosamente custodivamo nel contenitore del caffè e iniziamo a studiare per il conseguimento della patente di guida.

Golf Car

Apro una piccola parentesi per sottolineare che la patente è un valido documento di identità (ed è anche l’unico, oltre al nostro passaporto. Non c’è una carta d’identità come abbiamo da noi), quindi su di esso verrà scritto il nostro indirizzo di residenza. I casi che si presentano sono due, essenzialmente: non abbiamo ancora trovato casa, quindi dobbiamo fornire l’indirizzo del residence in cui viviamo temporaneamente e, quando avremo trovato casa, andremo a fare il cambio di indirizzo richiedendo una patente nuova (pagando 20$ circa); altrimenti basta solamente trovare la casa prima di prendere la patente (significa però non poter guidare o andare in giro con un’auto a noleggio per un periodo più lungo, senza contare che avremo più “fretta” nella ricerca della casa).
A noi però il residence piace, c’è anche la piscina; decidiamo quindi di prepararci per l’esame di teoria per il conseguimento della patente di guida. Tengo a precisare che le leggi non sono uguali in tutti gli stati, quindi la mia esperienza si riferisce alla Georgia, nella quale, a quanto mi hanno riferito alcuni amici americani, l’esame è molto più facile che nel resto degli USA. In ogni caso, non abbiamo nulla di cui preoccuparci, anche perchè ottenere la patente qui è molto più semplice, veloce ed economico che in Italia; abbiamo anche il vantaggio di avere già una patente valida in un altro Stato del mondo, per cui non dobbiamo seguire nessuna lezione per poter dare gli esami.
La teoria si studia su un libro gratuito, scaricabile anche in formato PDF da internet (a questo link, per chi è curioso: http://www.eregulations.com/georgia/driver/pageflip/);
lo definirei quasi un manuale, per come è impostato; una sorta di “imparare a guidare for dummies”, per chi conosce il genere. Non è nemmeno lungo, visto che in 2 ore circa si riesce a leggere completamente; bastano quindi 2 o 3 letture integrali per potersi definire preparati (d’altronde se già abbiamo la patente italiana, qualche regola data dell’esperienza la dovremmo pure sapere. E’ anche vero che in italia non si rispetta molto il codice stradale; meglio studiare di nuovo!).

cabrio

Benissimo, mi sento pronto, ho studiato abbastanza bene e penso di potercela fare! Scegliamo quindi un giorno della settimana (dal martedì al sabato, negli uffici della Georgia) per presentarci al dipartimento dei trasporti, meglio se in mattinata, abbastanza presto. I documenti che avremo nella nostra utile cartellina sono: una prova di residenza (bolletta o contratto di affitto), la patente italiana, il passaporto con il visto, l’SSN. E’ consigliabile presentarsi con la nostra automobile per poter effettuare l’esame di pratica, che potremmo farci prestare o noleggiare; potrebbero fare dei problemi con le auto a noleggio, ma basta insistere, perchè sul manuale che abbiamo studiato è scritto che è possibile farlo (nel mio caso, ho dovuto insistere un po’). Probabilmente c’è la possibilità di prenotare l’esame, per farlo con la macchina del dipartimento, ma i tempi si allungano di molto e noi abbiamo relativamente fretta.
A questo punto, dopo aver compilato moduli di pagine infinite, ci assegneranno un piccolo computer con il quale effettueremo il nostro esame di teoria, proprio come nei film! L’esame si fa individualmente, nel senso che non è a gruppi come in Italia, e in qualsiasi momento della giornata, visto che è tutto gestito da una non troppo moderna, ma utile rete informatica. Esso consiste in due schede, da 20 domande ciascuna: la prima sulle regole della strada, la seconda sui segnali stradali (veramente facile). Il limite per la “promozione” è di 5 errori per scheda; 10 in totale, per gli amanti delle statistiche.

8 errori? Così tanti? Non devi aver studiato molto allora, ma sei riuscito a passare l’esame di teoria. Adesso ci vorranno circa 2 ore di attesa, nelle quali puoi riflettere su cosa hai sbagliato. Questo è quanto ho aspettato io, in una sala d’attesa con seggiolini di plastica davvero scomodi. I minuti scorrono lenti, ma nel bel mezzo dei nostri pensieri veniamo chiamati per il tanto temuto esame di pratica (bè, in italia, a 18 anni, l’ho temuto davvero!). Si deve quindi uscire e parcheggiare la macchina in un apposito spazio, che solitamente dista 10mt dal parcheggio; 10mt di spazio privato che io ho fatto con la cintura di sicurezza, avendo paura di essere visto dall’esaminatore. Un piccolo controllo all’auto per vedere se tutte le luci e il clacson funzionano e l’esame può iniziare.
Anche quest’ultimo è composto da due parti; la prima è svolta in un piccolo spazio privato, allestito con coni, segnaletica orizzontale e verticale. Al suo interno dovremo fare un parcheggio parallelo, uno a spina di pesce in retromarcia, una frenata improvvisa (quando ci viene detto) e qualche svolta con annessa fermata allo stop. La seconda parte è su strada pubblica, esattamente come in Italia. Il tutto per un tempo di circa 20 minuti, nei quali il mio esaminatore ha raccontato di quando ha vissuto per qualche mese in Sicilia e di quanto gli piacessero i cannoli.
In questo esame si parte con un punteggio di 100 e, ogni infrazione, corrisponde ad una decurtazione di punti (regolati in base al tipo di infrazione); ad esempio, io ho effettuato il parcheggio parallelo senza usare la freccia, il che mi è costato ben 5 punti. Il limite minimo per essere promossi è di 75 punti. Noi però siamo stati bravi e abbiamo finito con 90 punti tondi.
Abbiamo quindi in mano la nostra patente di guida, dello stato della Georgia, Stati Uniti d’America. E se invece venissimo bocciati? Niente paura; alla prima bocciatura si può dare l’esame nuovamente il giorno dopo; alla seconda, dopo una settimana; dalla terza in poi, bisognerà aspettare un mese.
Riassumiamo il tutto; tempo passato a studiare: 5 ore. Tempo perso per gli esami: 5 ore. Spese sostenute: 20 dollari. Con 10 ore della nostra vita e 20$ abbiamo ottenuto una patente di guida; se riuscite a fare lo stesso in Italia, vi pago una cena nel ristorante più caro di New York.

Mustang

Torniamo quindi nel nostro residence soddisfatti e, pensandoci, decidiamo di prenderci qualche giorno di riposo prima di iniziare la ricerca della casa; giorni che prendo anche io, prima di scrivere il prossimo articolo.


 

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