Trasferirsi negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti d’America. Questo paese che nella maggior parte dei casi conosciamo solo perchè vediamo i film al cinema, i telefilm e le soap opera alla televisione. Ci facciamo un’idea che può essere sia positiva che negativa e, nella maggior parte dei casi, nasce in noi un senso di curiosità e di voglia di scoprire se la vita americana è veramente così come descritta in un semplice film.
In questo modo alcuni di noi, magari annoiati dalla solita routine giornaliera, decidono di partire e vedere con i propri occhi lo stile di vita e la cultura americana. C’è chi decide di fare solamente una breve vacanza, qualche settimana per staccare la spina e quindi approfittarne per una capatina dalla parte opposta dell’oceano Atlantico. In questo caso le modalità di entrata nel Paese sono veramente semplici, nonostante siano cambiate da qualche anno a questa parte.

Per non dilungarmi troppo in questioni burocratiche, consiglio a tutti gli interessati di visitare questo sito internet (http://italy.usembassy.gov) che spiega tutte le modalità di entrata negli USA.
In poche parole, prima di entrare negli Stati Uniti, bisogna ottenere un’autorizzazione ESTA (Electronic System for Travel Authorization) che si può richiedere direttamente collegandosi a questo sito: https://esta.cbp.dhs.gov.
Dopo aver compilato il modulo, si riceverà quindi una risposta positiva o negativa (ma nel 99% dei casi non ci sono problemi ad avere questa autorizzazione). Preciso che quest’ultima serve solamente per permetterci l’imbarcoi sull’aereo che ci porterà negli States e che, alla dogana dell’aeroporto statunitense, potremmo comunque essere rifiutati (ma anche qui, sono casi più unici che rari).

Questa è quindi la via semplice per l’ingresso negli USA, che però ci limita la permanenza negli stessi a soli 90 giorni (il nome di questo tipo di “visto” è Visa Waiver ed e’ solamente a scopo turistico). Nel caso la nostra vacanza duri più di 3 mesi, dovremo ricorrere ad un VISA (che è il termine inglese per contraddistinguere il visto). Ricordo ancora il mio primo viaggio, sull’aereo: “Good morning sir, do you have a valid VISA?”. Davvero, credevo mi stessero chiedendo se avessi una carta di credito, complice il mio scarso inglese di un anno fa); per una panoramica dei visti, consiglio questa pagina del solito sito internet: http://italy.usembassy.gov. Non sono pigro, mi piace scrivere, ma per non dare informazioni sbagliate o per non scrivere un libro piuttosto che un articolo, preferisco dare un link utilissimo che spiega nel dettaglio tutti i tipi di visto (utilizzo, requisiti, durate etc).

Atlanta

Alcune parole, pero’, le spendo volentieri, rivolte a chi parte per gli USA con l’intenzione di stabilirsi, per un periodo di tempo comunque superiore ai tre mesi; come detto prima, il VISA è in questo caso un obbligo. Per poterlo ottenere, la via più semplice è di rivolgersi in Italia a qualche agenzia che si occupa propriamente di lavoro all’estero e quindi cercare qualche opportunità in questo paese. E’ una via davvero facile, ma che presenta alcuni svantaggi; ad esempio, il lavoro che le suddette agenzie offrono, solitamente non vanno oltre l’impiego in ristoranti come camerieri piuttosto che baby-sitter che andranno a vivere direttamente a casa della famiglia in cui lavoreranno (attenzione, non sto dicendo che sono lavori da disdegnare, anzi, sono ottimi inizi per ambientarsi). Inoltre, queste offerte di lavoro sono proposte per periodi limitati di tempo, sono rivolte particolarmente ai giovani (di solito tra i 18 e i 30 anni) e, soprattutto, offrono un tipo di VISA molto limitato, della durata di un anno (rinnovabile), con il quale non si può effettuare nessun altro tipo di lavoro (o di studio, nelle università). Il vantaggio di rivolgersi a questo tipo di agenzie è che organizzano tutto per quanto riguarda il lavoro che si andrà ad effettuare, oltre ad inoltrare la richiesta del VISA al consolato americano in Italia.

Insomma, questa strada è consigliata ai ragazzi giovani, appena diplomati o laureati, che desiderano fare un anno o più negli stati uniti, con il vantaggio di poter vivere e conoscere la cultura americana e, soprattutto, di poter imparare l’inglese.

GoodFellas

Lo studio della lingua è un’altra strada che ci può permettere di soggiornare nel Paese per un periodo di tempo più o meno lungo. Esistono infatti delle scuole specializzate nell’insegnamento dell’inglese ai ragazzi stranieri le quali danno la possibilità agli allievi di poter ottenere un VISA per studio. Non è una strada semplice nemmeno questa, nel senso che forse è la più costosa, poichè con il visto per studio è esclusa categoricamente ogni possibilità di trovare un lavoro negli USA (è proprio vietato per legge. Se si vuole lavorare lo si può fare solo con il VISA per lavoro, come spiegherò più avanti). Suggerisco questa opzione ha chi ha l’intenzione di studiare successivamente in un’università americana. Iniziando appunto con dei corsi d’inglese base, si può arrivare ad affrontare l’esame più importante, riconosciuto a livello mondiale: il TOEFL (per informazioni più dettagliate consiglio il sito ufficiale: http://www.ets.org )

Completando questo test si potrà poi accedere ad un’università molto più facilmente (nella maggior parte dei casi il TOEFL è un requisito obbligatorio) e, quindi, si riuscirà ad ottenere una laurea statunitense che ci permetterà di trovare lavoro con meno difficoltà. In breve, si parte con il VISA ottenuto dalla scuola d’inglese, si passa l’esame per il TOEFL (il punteggio è importante per l’ammissione in alcune università) e si inoltrano le richieste di ammissione alle facoltà di nostro interesse; si verrà quindi ammessi e si otterrà un VISA di studio diverso dal precedente, che permetterà di risiedere negli USA per il periodo necessario al raggiungimento della laurea. Ottenuta anche questa, si cercherà lavoro e si otterrà un VISA “lavorativo”, del quale parlerò nelle prossime righe.

Eccoci quindi arrivati alla via più difficile, più ambiziosa: partire all’avventura. Partire quindi per una semplice vacanza, ma con l’intenzione di stabilirsi negli Stati Uniti; niente scuola, niente visti per studio, nessuna agenzia che ci organizza il lavoro. Molto difficile, soprattutto se si andrà alla ricerca di lavori da “impiegati” come quello che magari stiamo lasciando in Italia. Non voglio però scoraggiare nessuno, solamente motivare; la motivazione, la voglia di fare, la furbizia sono la chiave per realizzare i nostri progetti e i nostri sogni. D’altronde se vogliamo seguire quest’ultima strada vuol dire che siamo alla ricerca del mitico sogno americano, no? E allora realizziamolo.

Cubicle

Iniziamo con lo studiarci la mappa degli Stati Uniti; dove ci piacerebbe andare ad abitare? Nella fredda ma caotica New York o nella pazza New Orleans? Prendiamoci quindi qualche settimana di tempo per studiare su internet qualche città, qualche posto tipico di questo Paese che tanto ci incuriosice. Dopodichè, dopo aver piazzato qualche bandierina sulla mappa, partiamo come semplici turisti, alla scoperta di queste città che abbiamo scelto solamente su internet e che ora stiamo vedendo con i nostri occhi. Siamo quindi in una qualsiasi città degli USA con il nostro semplice VISA WAIVER, il peggiore che si possa avere, quello con il quale dobbiamo tornare in Italia non oltre i tre mesi e nemmeno possiamo lavorare (a dirla tutta, non si può nemmeno cercare). Bella questa città, mi piace molto; la gente è disponibile, il clima è perfetto, è tutto così bello; ho deciso, voglio vivere qui.

Benissimo, direi che a questo punto la nostra scelta l’abbiamo fatta, almeno per quanto riguarda la città. Ci manca il VISA (hai detto niente, penserete voi), quello che ci permetterà di lavorare, di comprare una casetta con il giardino proprio come quelle dei film. A questo punto abbiamo due diverse possibilità per stabilirci: aprire una nostra attività o cercare un lavoro. Nel primo caso c’è sicuramente da dire che ci vogliono tanti soldi; questo perchè dovremo dimostrare al governo americano di avere abbastanza soldi per poter avviare e mantenere la nostra nuova azienda, oltre a noi stessi ed ad un’eventuale famiglia che ci stiamo portando dall’Italia. In questo caso ci sono tipi di VISA diversi e un sacco di leggi, quindi consiglio nuovamente il solito e utile sito internet, ma questa volta con informazioni in Italiano: http://italian.italy.usembassy.gov/visti.html.

Noi però non abbiamo così tanti soldi da parte e soprattutto non vogliamo richiedere finanziamenti. Sognando quindi la nostra futura casa, si parte alla ricerca di un lavoro, ma ci si rende subito conto che non è così facile da trovare. Questo perchè partiamo svantaggiati, senza un valido titolo di studio e con un semplice visto turistico (senza considerare che non siamo inglesi madrelingua). Per questo motivo in qualsiasi posto ci presenteremo per un colloquio, dovremo dimostrare al datore di lavoro che siamo davvero bravi e che per lui vale davvero la pena spendere soldi e perdere tempo per il nostro visto. Esatto, sarà proprio lui che si dovrà occupare di tutta la documentazione e del sostenimento delle spese del nostro desiderato VISA. Spese che non avrebbe e tempo che non perderebbe se assumesse un cittadino americano; ma noi siamo motivati, siamo ambiziosi. Sappiamo che quando saremo al colloquio ci dimostreremo decisi e preparati, qualsiasi tipo di lavoro esso sia. Sappiamo che anche al centesimo fallimento non ci demoralizzeremo, anzi, saremo sempre più grintosi.

New Orleans

Congratulazioni! Hai trovato un lavoro. Devi essergli davvero piaciuto al colloquio (o interview, intervista, come la chiamano loro), sei stato bravo. In questo momento puoi tirare un sospiro di sollievo ed essere soddisfatto di te stesso; il più è stato fatto. Il tuo datore di lavoro si occuperà quindi di tutta la procedura di richiesta del VISA. Dovrai quindi tornare in Italia, andare al consolato americano e ottenere finalmente il tuo visto. Tutto rose e fiori, anche se qualche piccola limitazione è presente anche in questo caso. Infatti il VISA è strettamente legato alla ditta nella quale lavori; questo significa due cose: se la ditta fallisce o sta andando male e vieni licenziato, perdi il visto e sei costretto a ritornare in Italia; secondo, non puoi lavorare per nessun’altra azienda, nemmeno se si tratta di un’attività secondaria. Sei legato all’azienda per parecchi anni. Se quindi il lavoro non ti piace e desideri cambiare dovrai trovare un’altra azienda disposta ad assumerti, la quale dovrà richiedere un altro VISA ripetendo tutta la noiosa, lunga e costosa operazione descritta poco sopra (dovrai quindi tornare nuovamente in Italia, cambiare il visto, tornare negli Stati Uniti e essere nuovamente legato ad una azienda, seppur differente dalla prima).

Ma a noi non importa affrontare nuovamente tutta la burocrazia, perchè abbiamo comunque un lavoro, una casetta con il giardino e una bellissima moglie. Il nostro sogno (americano) si è realizzato.


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